Centro storico chiuso o no? I comitati restano divisi
In vista un dibattito in circoscrizione con Vaglio e i tecnici
C’entro o non c’entro? L’incontro di Teano non avviene: i due comitati per il Centro storico, lo Ztl e l’associazione «La Cittadella», non si ritrovano a discutere di un futuro che, giocoforza, coinvolge tutti: commercianti, residenti e inguaribili innamorati.
Il secondo sodalizio, infatti, non è presente con una propria delegazione.
Nel mezzo, però, ci sono questa volta almeno tre figure molto autorevoli che dimostrano di avere realmente a cuore le sorti della città vecchia: P i nu c c i o Giuri, già segretario Ds, l’ex vicesindaco Giancarlo De Pascalis e il presidente del quartiere Castello, Gabriele Pellegrino. Tre nomi che oggi possono incidere poco nella corteccia impenetrabile dell’Amministrazione comunale ma che rappresentano personalità di rilievo per la città: la loro opinione conta molto in un ambito di gestione, come quello del centro storico, in cui tutto è lasciato alla più pura improvvisazione con dispregio, in primis, del programma elettorale varato dal sindaco nel 2007.
Proprio Pellegrino viene investito del compito più gravoso ma anche istituzionalmente rilevante visto il ruolo che ricopre: sarà lui a organizzare una seduta del consiglio di circoscrizione. Tassativa la richiesta della presenza del sindaco Antonio Vaglio e dei tecnici comunali. Non essenziale, infatti, è apparsa piuttosto la partecipazione di quanti (soprattutto consiglieri, assessori e dirigenti comunali) hanno fatto e disfatto in questi giorni nella più totale anarchia decisionale. Tutto verte intorno alla apertura alle auto di via Duomo: c’è una parte dei commercianti (quella della Cittadella che si riconosce nell’area piazza Salandra, piazza san Domenico e corso Vittorio Emanuele) che vorrebbe riaprire via Duomo per consentire l’ingresso delle auto in centro. Perlomeno fino a quando i lavori non termineranno anche in considerazione del fatto che gli incassi, negli ultimi mesi, si sono più che dimezzati.
C’è chi, come le persone del comitato Ztl, pensa che allargare le maglie adesso possa significare non chiudere mai più e rischiare di avere una «spaccanardò» cioè un percorso che attraversa la città vecchia come un’autostrada. E che le due piazze principali tornino ad essere un parcheggio di auto.
Nel mezzo c’è il Comune che, a ondate, favorisce ora l’una ora l’altra parte senza mai dare certezza di una decisione condivisa, ponderata, consolidata. Insomma, si brancola nel buio con i vigili che hanno già predisposto una segnaletica (i pali senza i segnali) per la riapertura.
Ecco perché si invoca la decisione di chi non può essere successivamente contraddetto: il sindaco che spieghi anche quale futuro immagina, a livello di provvedimenti, esenzioni e incentivi, per chi vorrà investire dopo la conclusione della ribasolatura in corso. (b.v.)